LuSea Bee | p. Passion, Payne and Demon Preying
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p. Passion, Payne and Demon Preying

Prima di compiere i 18 anni, figa s’ero messa male. Erano tutti più estasiati di me e io invece avevo solo un’inspiegabile angoscia man mano che i giorni si avvicinavano. Me lo ricordo come se fosse ieri per quanto cazzo ero traumatizzata per la maggior età.

“Farai la patente adesso” Boia, che storia.

“Potrai fare tutto ciò vuoi ora, come ti invidio” Sono africana, l’età non fa testo da noi. Povero/a illuso/a.

Il giorno in cui compii 25 anni, mi ero svegliata ed ero già consumata da una tristezza tutto sommato, spiegabile.  Dovevo preparare fin troppi esami e il giorno della scadenza per la borsa di studio era sempre più vicina, vivevo con due donne über 35enni che hanno reso la mia permanenza con loro n’esperienza da incubo (solo a ripensarci mi fa ribrividire – quanta aura negativa posssa emanere la gente ha del raccapricciante) e poi non ci mettiamo pure la relazione che si stava finalmente arrivando agli sgoccioli (e negherò che a definire l’andazzo della fine della storia fosse stato per il semplice fatto che m’aveva  fatto gli auguri 4 giorni prima del dovuto) ed avevo .16 centisimi sul conto in banca (giuro). Ricordo di essermi seduta, ancora in pigiama e ho pianto, avevo il petto pesante ma non riuscivo a piangere in modo soddisfacente! Insomma, trascinavo un macigno emotivo dentro e avevo sto nuvolone nero che mi avvolgeva da fuori. Ero una topa (scus’) in trappola!

Credo che crescere abbia avuto effetti negativi su di me. Scopriì già da giovanissima che il mondo degli adulti, tanto ambito dai miei coetanei, non era cosa per me (povera illusa, lo so). Non so, ma sono cresciuta a pane e realta’, non mi sono mai posta certi problemi, non ho mai chiesto molto, non mi facevo abbindolare facilmente, pochissime favole e non mi dispiaceva, affatto. Poi sono cresciuta….lol.

Ai 16 anni ero un fiume in piena di continue emozioni contradittorie. Trovavo tutto eccitante e al cotempo riuscivo ad annoiarmi un sacco, (sor)ridevo un sacco e mi lamentavo spesso della monotonia che avesse avvolto la mia mera e piccola esistenza. Mi piaceva tutto e non per questo rimanevo senza pensieri e quindi spesso alla domanda “Ma a cosa pensi?” di mia madre, un pò infastidita, rispondevo: “Non pensare che perchè sia piccola non abbia nulla a cui pensare”, lei (ovviamente) mi deriva, “Non devi mica pagare le bollette, non hai figli, ma va a sederti e non rompere il cazzo”, beh, quell’ultima parte me la risparmiava, ma potete ben immaginare. Era come se fossimo tutti esenti dall’avere preoccupazioni prima di avere una certa età. Per carità, non sto cercando di equiparare lo stato d’animo di un ragazzo di 16 anni (in piena salute e tutto quanto) versus il macigno che un uomo di 60 anni deve ingerire dinanzi a problemi, quelli veri – quelli seri. Però épass questo, chi le decide ste cose?

Come scrisse una persona su Twitter, “you are never too young until Life happens to you”.

In sostanza, ad ognuno i suoi complessi, i suoi demoni, i suoi masturbàtion mentale (come le chiamava la nostra professoressa francese). Quando riuscirai ad ampliare i tuoi pensieri oltre le tue aspettative, oltre i tuoi limiti è lì che la vita ti fotte – è lì che cominci ad essere “più matura” dei tuoi coetanei (a qualsiasi età, sia chiara), è lì che comincerai ad avere una diversa ottica riguardanti determinate cose, è allora accorgerai di esserti fottuto il cervello e che ti sei giocata/o la possibilità di essere beatamente ignorante, coglione/a.

Bravo/a!

Io sono cinica ma altre volte, anche no. E’ bello essere in controllo dei propri pensieri e di poterle analizzare, plasmare e avere una presa di posizione su determinate cose – tra sé e sé. Insomma, ogni tanto è frustrante però è anche gratificante. Non so come metterle giù certi pensieri ed opinioni però il semplice fatto di capire ha del magico, ti rivitalizza. La mente mente quando non ti distrae, facendoti credere che tu non possa neanche avere la possibilità di goderti le tue pare mentali. Mente.

Chin Up | Copeland

 

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