LuSea Bee | i. Ikea, iCare
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i. Ikea, iCare

E’ come essere nati a complimenti, schiaffi e cruda realta’ con un cenno piccolissimo di bullismo presentato su un tegame di fede frustrante nel prossimo con accompagnamento in salsa agrodolce di totale, banalissima impossibilita’ di poter cambiare certe situazioni della propria vita.

Ciò che apre questo articolo quasi forzato e struggente è quel che può essere definito, in 1,2, 3 righe e mezzo, la storia della mia esperienza con la crescita, la scoperta e la ricerca di me stessa che a dirla tutta, è ancora in corso.

Per tutta la mia vita, ho sempre pensato di essere un libro aperto, di essere la classica ragazza della porta accanto, la solita, una delle tante insomma. Ho riso e soprattutto ho fatto ridere, mi sono sempre mostrata forte anche quando le cose non andavano come da manuale, non ho mai fatto a botte, perchè non ne sono capace. Sono solare, sono uggiosa, analogicamente sono come il clima Londinese. Sono, ma non troppo, niente di spettacolare. Quasi noiosa.

Invece no.

Secondo un mio ex-coinquilino, posso essere definita una ragazza alquanto complicata (cosa che avevo imparato ad accettare da adolescente, ma non sapevo trapelasse con i miei rapporti interpersonali) ed inscrutabile, misteriosa e sono quasi equo comparabile “ai sciamani che sanno i segreti della vita ma non te lo dicono e quindi ti dicono altre cose usando metafore che possibilmente non c’entrano un cazzo col quesito posto“.

C’avete capito qualcosa? No? Manco io e mi piace!

Una mia cara amica invece dice che dovrei “provarmi”, cioè uscire dal mio corpo, frequentare e parlare con me stessa e mi adorerei come mi adorano loro. Lei è tenera e credo sia solo una carineria o forse no, in ogni caso, ciò mi ha solo fatto riflettere sulla percezione che abbiamo di noi stessi ovvero che il più delle volte è quasi sempre sbagliata.

E’ come quella bellissima pubblicita’ della Dove…ahhh, non ve lo sto neanche a spiegare (cercate invece: “Dove Real Beauty Sketches”).

Mi ricordo che gia’ nell’eta’ adolescenziale, alla domanda “come ti descriveresti?” rispondevo sempre “Io non posso giudicarmi, dovresti chiederlo ad altre persone”. Io, allora, lo dicevo poichè lo consideravo una domanda scomoda, evitavo sempre di dire cose non veritiere (su mio conto – tirar acqua al mio mulino come si suol dire) non perchè avessi una percezione negativa di me, ma perchè credevo potessero essere smentita da persone che supponevo mi conoscessero realmente, ora sono più che certa che ero solo ingenua, nessuno ti conosce a pieno indi per cui, è cosa buona e giusta fidarsi ed imparare ad essere autocritici, essere aperti a critici e non snobbare le analisi date dai bambini (e altri aggiungevano, dagli ubriachi).

Io, alla domanda “Come Ti Descriveresti?non saprei minimamente rispondere qualche cazzata ora saprei dire, essere adulti comporta un sacco di responsabilità da vari fronti e a me ha sempre spaventato per esempio. Si tratta di andare alla ricerca del proprio IO è un viaggio lungo e tortuoso perché oltre a trovarla bisogna accontentarsi ed adattarsi. E non tutti sono pronti per guardarsi allo specchio effettivamente.

Purtroppo, io non sono tutti e finalmente ho imparato, a malincuore, ad essere pronta.

 

Color Me Badd – I Wanna Sex You Up [1991]

 

Lemar – Tick Tock [2006]

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